La Crisi in Italia ? Non per i 127 mila milionari in più del 2012

La crisi? La vuoi leggere veramente? Devi partire dalla disuguaglianza. Se metti tutto e tutti sullo stesso piano disegni uno scenario in cui ogni differenza\chiave di lettura si annulla, così come può accadere nelle notti oscure ( lo diceva Hegel) quando le mucche sembrano tutte maledettamente uguali, mentre tali in realtà non sono.
MilionariE allora bene ha fatto Federico Fubini su Repubblica a segnalare che nell’orrido 2012 italiano, fra un mare di indicatori economici volti al negativo, ce n’è uno invece che è schizzato verso l’alto. Quale? Quello dei milionari (in dollari) presenti nel nostro paese. Erano 1 milione 412mila alla fine del 2011 e sono saliti a 1 milione 529mila a fine 2012. Pensateci, proprio in quel 2012 che ha visto chiusura di aziende e licenziamenti di massa, i milionari sono aumentati del 9.5%, cioè di 127 mila unità. Per loro non c’è stato il problema della pressione fiscale. E’ la prova che quelli che urlano solo contro le tasse facendo intendere che ricchi e poveri siano (come le mucche di Hegel) “nella stessa barca” ci raccontano una balla galattica. Le tasse c’è chi le paga e chi no, magari anche senza evaderle, semplicamente operando sul mercato dei capitali. I dati sono di una fonte insospettabile, una grande banca svizzera che mette in rete il suo rapporto sulla ricchezza nel mondo https://www.credit-suisse.com/ch/en/news-and-expertise/research/credit-suisse-research-institute/news-and-videos.article.html/article/pwp/news-and-expertise/2013/10/en/global-wealth-reaches-new-all-time-high.html . Gente che dell’argomento se ne intende.

5%Da dove vengono questi nuovi milionari? Non certo dal mercato immobiliare rimasto fermo. Fubini individua un rapporto fra questa crescita (9.5% dicevamo) e quella del listino di borsa (salito dell’8.5%) insieme ai rendimenti crescenti di obbligazioni e titoli di Stato. Insomma chi ha maneggiato capitali, ha incrementato il capitale. E pure di molto. Il paradosso della vicenda (ma solo fino a un certo punto vista la logica del sistema) è che quei 127mila nuovi milionari sono segnalati da Credit Suisse e non dalle dichiarazione dei redditi visto che i profitti da capitali (azioni o altro) sono tassati alla fonte in banca e non rientrano nei prelievi dell’Irpef.
Così in un’Italia dove è in atto una durissima crisi e siamo al “conflitto distributivo” fra categorie pronte a contendersi le scarse risorse disponibili, mentre i talk show presentano ospiti urlanti che non fanno capire niente a nessuno, ci sono 1 milione e 529mila soggetti che guadagnano più di un milione. E se guardate la tabella della distribuzione mondiale di questi ricconi scoprite che il 5% sono nostri connazionali. Beati loro, viene da dire. Aggiungendo però che è come se i soldi persi da una parte stessero andando da un’altra. Porprio perché l’indistinto sociale è solo un trucco e nella crisi molti perdono ma qualcuno (non pochissimi si badi bene) guadagna.

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