Diacronia delle date

sap_2Il 25 giugno non è il 25 luglio.
Embè?, si dirà.

Il fatto è che manca solo un mese all’anniversario della caduta del Duce (era il 1943), eppure in Italia sembra che la nostalgia per le maniere, le idee e l’ideologia del Ventennio sia sempre più forte.

Il governo Renzi pone la quarantesima fiducia della sua breve vita. Lo fa sulla scuola, sulla “Buona scuola”, la riforma che è stata contestata, osteggiata, criticata e rifiutata dalla stragrande maggioranza di quelli che, nella scuola, vivono e lavorano ogni giorno.
I professori scioperano? Manifestano? Scendono in piazza? Non importa: dopo la mezza catastrofe elettorale delle amministrative, il giovanottone di Rignano sull’Arno vuole accelerare il processo di rinnovamento. E quindi basta con le discussioni!
Così, con l’ennesimo strappo, la sua scuola dirigista si appresta a diventare il nuovo modello educativo repubblicano.

E poi c’è il solito Salvini, che s’intrufola in una manifestazione di un sindacato autonomo della polizia, il SAP, che protesta contro l’ipotizzata introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento. Il leader leghista sa quello che fa: si vuol prendere i voti degli uomini in divisa. E quindi, se un manifestante che protesta di rompe una gamba, allora bè… sono “cazzi suoi!”

Mala tempora…:

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