Il 2013? Per i Super Ricchi della Borsa italiana è stata una vera Festa

Quando qualcuno ci perde, qualcun altro ci guadagna. E’ una vecchia legge dell’economia “reale”, quella che raramente entra nei nostri talk show. Lì tutti gridano, moltissimi però lo fanno per confondere le carte, non fare capire nulla e continuare a incassare appropriandosi pure dell’aureola di “martiri” e vittime dello Stato. Il 2013 è andato male? Certamente è stato così per la maggioranza degli italiani, ceti popolari allargati a classe media. Ma per gli altri? Soldi VauroChe chi aveva soldi in borsa avesse guadagnato parecchio lo si sapeva. Oggi però Repubblica fa un’operazione utile. Ci parla della Top Ten dei Super Ricchi della Borsa italiana. A loro il 2013 è andato splendidamente. Tanto per fare alcuni nomi, il primo dei privati, Leonardo Del vecchio (Luxottica) ha incassato 14 miliardi, il 20% in più del 2012, la famiglia Ferragamo (moda) 3.6 miliardi +71%, la famiglia Agnelli (Fiat) 3.5 miliardi +52%. Chiudono la Top Ten Silvio Berlusconi con 3.2 miliardi +77%, a cui le cose sono andate male sul piano giudiziario ma non certo su quello economico in virtù del boom delle azioni Mediaset e Diego Della Valle 2.2 miliardi e +15%. A perderci qualcosa in questa Top Ten (la notizia farà di sicuro felice qualcuno) è lo Stato Italiano con un -6% e 30 miliardi incassati, risultato frutto delle disavventure Saipem/Eni.
Tutti questi non sono solo numeri, sono uno specchio della realtà italiana. I giornali oggi ci dicono che solo 12 milioni di italiani viaggeranno a Natale, 32 milioni non potranno farlo per ragioni economiche. Il dato è di Federalberghi http://www.corriere.it/cronache/13_dicembre_21/natale-48-milioni-italiani-casa-32-motivi-economici-a152e23c-6a16-11e3-aaba-67f946664e4c.shtml non di un’associazione di “ribelli maoisti”. Serve a ricordarci che la crisi ha accentuato la disuguaglianza, ha colpito il ceto medio, ma non quello medio/alto. Se avete la pazienza date un’occhiata a questo studio di Bankitalia http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef208 . E’ straordinariamente istruttivo, ci dice che le disuglianze (qualcuno ha guadagnato, molti hanno perso) si sono straordinariamente accentuate dal 2007 a oggi. Crisi o non crisi, i ricchi se la sono cavata piuttosto bene. Gli altri crollavano, loro no. Così soprattutto al Sud la differenza fra chi sta al vertice della piramide e il 25% dei più poveri è diventata abissale, con differenze sociali simili alla Turchia (lo abbiamo già ricordato qui).
Che fare? Ogni tanto qualcuno fra gli stessi super ricchi ripropone (non per beneficenza ma per rilanciare il mercato interno) una patrimoniale sulle grandi ricchezze http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/12/20/patrimoniale-quando-a-settembre-modiano-disse-serve-prelievo-forzoso-da-20-miliardi/259111/ . Servirebbe a aggredire il debito pubblico, ridare respiro a quegli investimenti che potrebbero rilanciare la ripresa interna. Si farà? C’è da dubitarne. In tv (non a caso in tv) e nelle piazze si sente strillare (giustamente) contro le tasse (l’Imu che “accomuna” tutti), i politici ladroni (che ci sono e hanno voluto approfittare della situazione), si invoca l’uscita dall’Euro (come se, tornando alla lira, non finissimo per assomigliare ancor di più alla Turchia). Parole contro la disuaglianza, la necessità di aggredirla in nome del 99% dei cittadini, non se ne sentono praticamente mai. E’ logico allora che le “rivolte” sociali, se ci saranno (sono facili da controllare per chi ha in mano le leve vere del potere), avranno un impianto solo “antipolitico” e “antistato” o “antieuropa”, non affrontando mai il nodo vero.
PiramideE allora che ben vengano tutte le voci che ci ricordano che l’iniqua distribuzione della ricchezza aggrava la crisi e distrugge la democrazia http://news.you-ng.it/2013/12/16/krugman-e-linequity-sempre-meno-ricchi-sempre-piu-poveri/ . Che sia meglio ascoltare il Nobel Krugman o il suo collega Stiglitz, piuttosto che Briatore o quelli della Top ten della Borsa quando se la prendono con quello Stato che li fa sguazzare nell’oro?

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