Non c’è confronto

colau-carmenaFare confronti, per un organo analogico com’è il nostro cervello, è essenziale.

È dal confronto, dalla valutazione di analogie e differenze che scaturisce il pensiero critico, la capacità tutta umana di far discendere i pensieri dialettici dalle deduzioni avvertite sulla base dell’attività percettiva dei sensi.

In politica, poi, siamo sempre chiamati a scegliere. E a cercare di capire prima di farlo.
Per questa ragione è molto importante mettere a confronto quanto accade nel panorama politico europeo, soprattutto quando eventi e fenomeni sincronici ci danno l’opportunità di assistere contemporaneamente a fenomeni tanto diversi tra loro.

In Spagna sono state da poco celebrate le elezioni amministrative, segnate da un profondo cambiamento nei rapporti di forza tra i partiti. Il bipartitismo PPE-PSOE sembra tramontato; oscurato dal sorgere di movimenti populisti (ma assai programmatici e intimamente dialettici),  quali Podemos e Ciudadaños, capaci entrambi di un grande successo elettorale, su fronti opposti.

In Italia si avvicina l’appuntamento amministrativo del 31 Maggio, con 7 regioni e più di 700 comuni che rinnoveranno sindaci, presidenti, parlamenti e giunte. La campagna elettorale italiana è misera negli espedienti, modesta nelle proposte e volgare nei toni.

Tutto il contrario di quanto avvenuto in Spagna, dove ai toni alti e al registro retorico elevato si sono aggiunte la capacità delle basi popolari di individuare rappresentanti degni e l’emersione di una classe dirigente formatasi nel lavoro quotidiano delle strade, tra la cittadinanza, nel mezzo dei problemi cruciali delle classi sociali emarginate.

Se in Italia anche il voto amministrativo, locale, si gioca intorno alle logiche degli schieramenti nazionali portandosi dietro il “bug” della polemica sterile e dell’espediente da talk-show, nella penisola iberica si vola altissimo. Lo testimoniano due protagoniste: Ada Colau, l’attivista sociale che ha conquistato la poltrona di sindaco di Barcellona; e l’ex giudice Manuela Carmena, storica paladina degli emarginati e dei perseguitati spagnoli, che – se stringerà un accordo del PSOE – guiderà la capitale spagnola.

Non c’è confronto, purtroppo…

Dal sito de l’Indro un’utile riflessione:

 

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