Forconi in Jaguar. Cacciati i politici chi va al potere? I colonnelli?

Il buon giornalismo? Quello che si fa delle domande, che non resta alla superficie, che non si beve le verità precofezionate dal potere o da chi vuole prenderlo il potere. Di questi tempi però un’immagine può essere più utile a promuovere una riflessione di quanto riescano mille parole. Stavolta il ruolo dirompente lo ha avuto la foto di Danilo Forconi: Calvani, la prossima settimana tutti a RomaCalvani, leader dei “Forconi” sorridente a bordo di una Jaguar. “Se si attaccano le auto blù da una fuoriserie”, è il titolo del primo pezzo che merita di essere letto. Lo ha scritto Marco Imarisio sul Corriere    Cos’è che scopriamo? Che Calvani ha le idee piuttosto chiare su cosa vuole fare dopo la cacciata dei politici dal Parlamento . Ma rileggiamo cosa scrive Imarisio

Chi si scaglia contro le auto blu dal predellino di una Jaguar rischia di aumentare la confusione. È come protestare allo stesso tempo contro il costo delle benzina e quello dei cruscotti in radica. Certe volte poi sarebbe meglio tacere del tutto, evitando di intestarsi ambigui primati di rappresentanza del malconcio Occidente.
Dopo la cacciata dell’intero Parlamento, Calvani promette un governo retto dai militari, con i carri armati a presidiare le piazze. Quando saranno finite speculazioni e arrampicate della politica sui Forconi, magari sarà il caso di chiedersi sul serio come è possibile che personaggi così particolari siano diventati, anche solo per un breve periodo, gli unici rappresentanti del disagio italiano.

Un’esagerazione? Per trovare una risposta bisogna spostarsi sul Secolo XIX di Genova. Già perché se c’è una fase 1 (la cacciata degli screditati politici che non sono amati da nessuno oggi in Italia) che cosa ci si propone per la fase 2? Quelli del giornale genovese sono andati a cercare la risposta sul Web e hanno trovato il programma http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/12/11/AQjx8mEB-forconi_eversivo_programma.shtml degli organizzatori di Italia si ferma, il movimento che sta organizzando la protesta. Leggiamo il passaggio più importante

Fase uno: «Che l’attuale classe politica, presidente della Repubblica compreso, istituzioni infiltrate dai partiti ladroni, si dimettano ed abbandonino le posizioni».
Fase due: «Da quel momento vi sarà un periodo transitorio in cui lo Stato sarà guidato da una commissione retta dalle forze dell’ordine, trascorso il quale si procederà a nuove votazioni».

Ma cosa è successo esattamente in questi giorni? Torino è stata particolarmente colpita dalla protesta. “E’ rimasta ostaggio di una confusa rivolta” ha scritto Luigi La Spina sulla Stampa. E qui c’è il terzo documento che merita di essere letto. http://www.lastampa.it/2013/12/12/cultura/opinioni/editoriali/se-lo-stato-rinunci-al-suo-ruolo-gmPz0DSyX5aXjzZorrN1tO/pagina.html  Che ha fatto il governo, dopo aver promesso “tolleranza zero? La Spina pone una bella questione  tutta politica. La sua riflessione colpisce

 Gli italiani hanno assistito, allibiti, alla contraddizione palese tra le roboanti dichiarazioni di fermezza pronunciate in tv dal ministro Alfano e la realtà di un comportamento delle forze dell’ordine che ha lasciato le città italiane alla mercé di raid squadristici, peraltro operati da sparuti gruppi di ultrà, non da imponenti masse di manifestanti. Una strategia incomprensibile, perché invece di scoraggiare le violenze e di isolare coloro che non si limitavano a contenere la protesta nei limiti della legge, ha avuto l’effetto di allargare il contagio, vista la sostanziale impunità che faceva seguito a quei comportamenti. Ecco perché la polemica sui caschi sfilati dalle teste degli agenti si è incentrata su un falso dilemma, quello se fosse un gesto di solidarietà con i manifestanti o un intelligente atto per allentare la tensione. Ha avuto, invece, solo un effetto simbolico, quello di un abbandono del campo da parte dello Stato. Un’impressione certamente non contraddetta dai tardivi arresti di ieri sera.

Ci vorrebbero le dimissioni di qualche responsabile, conclude La Spina, ben sapendo che non le darà nessuno. L’Italia di oggi è messa così. L’appello è ad aprire gli occhi su quanto sta accadendo. Chi intima la chiusura dei negozi, assedia le sedi sindacali, minaccia di bruciare i libri, non lo fa per esprimere un disagio sociale, ma per un progetto politico. E chi sta nel Palazzo ha dato ancora una volta mediocre prova di sè. Due verità che un giornalismo libero può dire. Se si fa delle domande. Si intende.

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One thought on “Forconi in Jaguar. Cacciati i politici chi va al potere? I colonnelli?

  1. Mio padre diceva che da una parte c’erano i furbi e dall’altra gli intelligenti.. e l’Italia e’piena di furbi…
    Ho 58 anni e ho avuto la fortuna di vivere da giovanissimo gli anni 60-70. Credo ancora che la soluzione sia un sistema di socialismo partecipato. e si deve partire dal forte contrasto al crimine fiscale: carta elettronica per pagare TUTTO e un cambiamento di verso nelle politiche del welfare sarebbe automatico. I padroncini sono in rivolta perché nonostante lo sfruttamento intensivo dei loro dipendenti ora non hanno più l’agio di un tempo. E la massa silenziosa dei dipendenti pubblici che ha lo stipendio bloccato da anni non ha più neanche la forza di reagire. Occorrerebbe fare scioperi illegali a oltranza ma questo e’un sogno di inizio inverno

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