Febbre suina? No, “scienziati” pagati per “vendere” vaccini

Il maiale per noi umani è un bersaglio facile. Lo vediamo con la vicenda del Porcellum. Finisce per prendersi lui tutte le colpe. E’ accaduto pure nel 2009 con la presunta super pandemia dell’influenza H1N1, denominata appunto febbre suina. Ecco cosa trovate a tale proposito su Wikipedia

Un sottotipo di influenza suina (sempre A H1N1) si è trasmessa da alcuni allevamenti di maiali all’uomo nel 2009, portando vittime in Messico e diffondendo la malattia nel mondo. Tale variante è stata chiamata mediaticamente ed in gergo colloquiale “febbre suina”. Dal 13 ottobre al 8 novembre 2009 i casi stimati in Italia sono stati 1.521.000 e la percentuale dei decessi in Italia causati dall’influenza A è stata dello 0,029 per mille, contro il 2 per mille della normale influenza.

Corriere (1) Corriere (2) La Stampa (1) La Stampa (2) RepubblicaAvete letto bene, i decessi (alla fine) sono stati in Italia di gran lunga inferiori a quelli della normale influenza. Alla fine. Perché negli ultimi giorni di Aprile pure in Italia si è diffuso un allarme a seguito del caso di una donna trovata “infetta” a Venezia. Morale della favola abbiamo speso centinaia di milioni per i vaccini. Su un’altra pagina di Wikipedia leggete l’intera storia http://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_influenzale_del_2009

Il governo Berlusconi IV ha deciso di fornire la co-somministrazione del vaccino contro l’influenza da virus A/H1N1 assieme al vaccino dell’influenza stagionale. A tal fine ha concluso un contratto di produzione con la Novartis, inizialmente tenuto segreto. Il contratto è stato firmato il 21 agosto 2009 tra il direttore generale del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, e l’amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Il testo prevede la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino, al costo di 184 milioni di euro, IVA inclusa. Il contratto è stato giudicato penalizzante dalla Corte dei Conti, che ha accusato il governo di aver accettato clausole troppo favorevoli all’azienda…. In Italia, entro metà novembre, risultavano colpite dal virus circa 1,5 milioni di persone, con 70 decessi e 160.000 vaccinati (le altre dosi al macero o cose simili..)

Solo colpa del governo? Certo le responsabilità politiche sono evidenti. Ma merita di dare un’occhiata alle prime pagine dei giornali di quella fine di Aprile. I media (per la tv è stato lo stesso) cavalcavano la notizia. Bastano i titoli: la parola ricorrente è paura.

E così diventa particolarmente illuminante una notizia che ci arriva dalla Gran Bretagna segnalata in questo tweet https://twitter.com/Albereal/status/400529251755364352
Quelli della Rivista di Epidemiologia britannica hanno fatto uno studio sistematico sui comportamenti dell’informazione nel loro paese http://jech.bmj.com/content/early/2013/10/30/jech-2013-203128.full . E hanno verificato che i giornali ( in particolare i popolari tabloid) utilizzavano 2 fonti: quelle ministeriali e quelle accademiche. E hanno constantato che erano soprattutto i “luminari” della medicina a lanciare gli allarmi più duri. E, guarda caso, i più “preoccupati” erano proprio quelli che avevano interessi collegati alla produzioni di farmaci antivirali e vaccini. Insomma un enorme caso di “conflitto di interessi” giocato sulla pelle della nazione sfruttando emozione e paura. Risultato? Il Regno Unito ha speso un miliardo di sterline fra il 2009 e il 2010 per prodotti farmaceutici e le aziende del settore hanno realizzato enormi profitti. E poi si dice che la Sanità costa troppo. No i maiali non c’entrano. Sono gli interessi degli umani a provocare questi disastri.

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