Citizen journalism: “oggettività” o propaganda?

I sindacati spagnoli hanno indetto fin dallo scorso Ottobre uno sciopero a oltranza degli spazzini di Madrid (da Publico.es:  “ugt convoca una huelga indefinida en el servicio de limpieza de madrid” ).

Il motivo è semplice: l’azienda Aselip (Asociación de Empresas de Limpieza Pública), consorzio nazionale che raggruppa le ditte aggiudicatarie di un appalto di servizio nel campo della nettezza urbana, ha deciso di licenziare 1600 dipendenti su 6000. Un taglio del 25% sul personale. Lo sciopero è ancora in corso, e le strade della capitale spagnola sono insozzate dai rifiuti non raccolti.  È chiaro che non mancano i disagi, testimoniati puntualmente dai cittadini che si trovano a fare lo slalom tra le immondizie: un’esperienza che molti italiani conoscono purtroppo molto da vicino.

Da giorni il quotidiano spagnolo El Mundo sta conducendo una campagna “di verità” sotto l’hashtag #HuelgaLimpiezaMadrid, invitando i cittadini a testimoniare i disagi derivanti dallo sciopero degli spazzini. Un’immensa galleria fotografica è così nata grazie al contributo dei lettori e dei navigatori web (il sito del giornale è il più frequentato indirizzo europeo in lingua spagnola).

L'invito di El Mundo a condividere "foto di denuncia" sullo stato delle strade

L’invito di El Mundo a condividere “foto di denuncia” sullo stato delle strade

Nella pagina si legge: “L’effetto dello sciopero dei lavoratori dei subappaltatori per il mantenimento della pulizia di strade e giardini di Madrid è già evidente nelle strade. Rifiuti in terra e sacchetti fuori dei contenitori. Come sta la tua strada? Se vuoi puoi inviarci una foto menzionando il nome della strada. Puoi farlo tramite Twitter con l’hashtag #HuelgaLimpiezaMadrid, o anche dalla barra inferiore. Pubblichiamo le immagini in questo album

È un’iniziativa che potrebbe essere scambiata per una “meritoria scelta civica”. Ma non lo è.
Cerchiamo di spiegare perché.

Il contesto
El Mundo – di proprietà del gruppo italiano RCS – è il secondo quotidiano spagnolo per tiratura, dietro a El Pais. La sua influenza è pertanto molto grande, soprattutto sul pubblico di orientamento conservatore, che ne costituisce il mercato di riferimento. È quindi facile cogliere nel disagio popolare e nel fastidio diffuso il pretesto per attaccare una scelta sindacale per certi versi “obbligata”, soprattutto considerando lo stato dell’economia spagnola e del suo mercato del lavoro interno (la disoccupazione sfiora il 26%). Il senso e forse l’obiettivo della campagna è tutto nel “¡Gracias!” che spicca nei tweet di El Mundo, collegati alla pagina: “Così ci vedono i turisti!”, si legge.

"Così i lettori di El Mundo trovano le strade"

“Così i lettori di El Mundo trovano le strade”

Una riflessione è d’obbligo
Partecipare con i propri prodotti multimediali al grande gioco dei media è un fenomeno tipico dei nostri tempi così spiccatamente “digital” e “social“. Ma persino uno scatto, un innocente scatto fotografico realizzato con lo smartphone che portiamo sempre in tasca può finire per essere utilizzato per promuovere un’idea, per prendere posizione, per costituire una “massa critica”. Anche in campo sindacale, anche in politica. Così fa El Mundo…

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