Spagnoli, fate un favore a Rajoy: non ammalatevi

Mariano Rajoy si reca in visita al Re Juan Carlos in ospdale (da http://images.teinteresa.es/)

Mariano Rajoy si reca in visita al Re Juan Carlos in ospdale (da images.teinteresa.es/)

Dietro alla razionalizzazione della spesa sanitaria c’è molto spesso la tentazione (ma forse molto di più di questo) di spostare il grosso delle risorse dal settore pubblico a quello privato. Se nel mondo la ricchezza si concentra in sempre meno mani è anche per questa ragione. Il caso della sanità spagnola è esemplare.

Madrid taglia brutalmente la spesa sanitaria, che nel 2014/2015 tornerà – secondo le proposte presentate dal governo Rajoy a Bruxelles – al livello del 2006. I tagli previsti alla spesa sanitaria regionale sono pari a 1072 milioni di euro, e porteranno il rapporto tra spesa sanitaria e PIL al 5,8%.  Il tetto di spesa in Spagna fu toccato nel 2009 (6,95% del PIL): da allora e fino al 2015, se il piano del governo verrà rispettato, si registrerà una contrazione di 11 miliardi di euro.

Il 5,8% del PIL di spesa sanitaria porrà Madrid molto indietro rispetto ad altri grandi paesi europei: Olanda e Danimarca sono all’8,8% del PIL, Francia all’8,66% e Germania al 8,43% – sono dati 2011 dell’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

I tagli: meno farmaci e meno personale
Una voce importante nella riduzione della spesa è costituita dal taglio sui farmaci: centralmente potranno essere spesi 464 milioni in meno, pur tenendo conto del fatto che la razionalizzazione della fornitura, finora, ha portato alla creazione di una centrale di acquisto capace di spendere soltanto 55 milioni di euro.
Ma il peso maggiore sarà sostenuto dalle regioni, che vedranno il budget dei farmaci ridotto di 1214 milioni. A tutto ciò, è destino comune nei paesi le cui economie sono “malate”, continuerà il blocco del turn-over del personale, con l’inevitabile aumento degli orari di lavoro.

La circolare sospetta

La circolare sospetta


Solo razionalizzazione e misura?

In tempi di crisi i tagli alla spesa pubblica sono il pane quotidiano. Le ragioni che vengono portate a supporto di queste scelte sono sempre le stesse: meno spesa pubblica garantirebbe più sviluppo.  Eppure qualche dubbio è legittimo, anche in Spagna.


La circolare sospetta

A Madrid circola un documento (vedi foto a sinistra) dell’amministrazione dell’Ospedale de “La Princesa” (uno dei più importanti della capitale), che raccomanda di eseguire alcuni esami diagnostici (colonscopia, ecocardiogramma ed elettromiogramma, tra gli altri) presso strutture private convenzionate, che ovviamente ricevono denaro pubblico.

Se non fosse concomitante con la trattativa per privatizzare ben sei ospedali cittadini (tra i quali il centro diagnostico “Hermanos García Noblejas”), potrebbe passare sotto traccia e costituire solo un esempio di razionalizzazione nell’uso delle risorse disponibili.

E tutto ciò accade mentre alcuni reparti degli ospedali pubblici sono sottoutilizzati oppure rimangono vuoti ed è abituale che si costituiscano liste d’attesa lunghe anche due anni per effettuare alcuni esami.

Argomenti e documenti in rete
La situazione in Catalogna: “El Departamento de Salud ha recortado su presupuesto el 5,3% este año
Speciale sul “Copago” farmaceutico (il “ticket”): http://elpais.com/tag/copago_farmaceutico/a/

OECD: Public spending on health and long-term care: a new set of projections (documento ufficiale del Giugno 2013)

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