Le parole d’ordine di Bill De Blasio

Bill De Blasio ha conquistato New York con un programma che sarebbe riduttivo definire “liberal”.   Perché le sue idee sono radicali, le parole che sceglie talvolta durissime, insolite nel panorama ipocritamente “marmellatoso” della politica di oggi, soprattutto al di qua dell’Oceano.

De Blasio ha vinto (con il 73% dei voti!) perché ha avuto il coraggio di proporre un’idea inclusiva della metropoli che ospita Wall Street e la più grande comunità di miliardari del mondo; perché avversa decisamente il “modello Bloomberg”, primo cittadino per tre mandati ed esponente di spicco della comunità finanziaria; e non lo ha fatto solo sul piano della propaganda: ha scelto piuttosto quello dei programmi, della prospettiva.

La famiglia De Blasio durante una manifestazione a New York

La famiglia De Blasio durante una manifestazione a New York

Lo vedremo all’opera, certo, e verrà giudicato dai frutti della sua azione di governo; però finora è evidente che il nuovo sindaco di New York ha testimoniato una weltanschauung completamente diversa dai suoi immediati predecessori, lo si capisce dalle scelte compiute per identificare i suoi principali avversari: i landlords e i lobbisti che offrono denaro alla politica in cambio di favori e premure corruttrici.

Le sue parole d’ordine: uguaglianza, reddito minimo, casa a prezzi onesti, sanità accessibile, scuola per tutti. Ci vuole coraggio, nella società del 99%, disarmato, contro l’1%.

Proviamo ad analizzare, collezionando un po’ di dati statistici, la lettera che accompagna il suo programma elettorale, il cui testo integrale è scaricabile da questo link.
Quella che segue è la traduzione in italiano della lettera di Bill De Blasio all’elettorato della sua città. Nelle note abbiamo inserito i punti più interessanti.

Da molti punti di vista, New York è diventata un “Racconto di due città” (1).


Circa 400.000 milionari chiamano New York “casa” (2), mentre la metà dei nostri vicini vive sulla soglia della povertà.
La nostra classe media non si sta solo restringendo: corre il rischio di sparire del tutto (3).

Disoccupazione della middle class

Disoccupazione della middle class

Affrontare la crisi della diseguaglianza di reddito non è un’operazione di poco conto. Ma, se vogliamo prosperare come città, questo tema deve essere al centro della nostra prospettiva per i prossimi quattro anni.

Durante il mio mandato pubblico  (4), ho affrontato i signori del cemento senza scrupoli  (5); ho protetto i bambini vittime di trascuratezza e abusi; ho dato battaglia all’influenza corruttrice del denaro delle aziende in politica; ho combattuto per correggere le pratiche sbagliate della polizia  (6) e ho difeso i diritti delle famiglie dei lavoratori, come il pagamento dei periodi di malattia e le leggi sul salario minimo.

Come sindaco, spenderò ogni attimo del mio tempo combattendo per dare opportunità a ogni newyorkese – con un piano per creare lavoro in tutti i cinque distretti  (7); una decisa crescita dell’offerta di abitazioni a prezzi accessibili e delle cure sanitarie  (8); l’aumento della tasse sulla ricchezza per finanziare programmi per la prima infanzia e per il doposcuola; e la costruzione di un rapporti tra la polizia e lacomunità che renda tutti più sicuri.

Non si tratta solo di un piano per affrontare il problema della crisi di disuguaglianza.
È il mio solenne impegno nei confronti di ogni residente della città, che io amo moltissimo.

Nelle pagine seguenti si leggono le mie idee per un ambiente sostenibile, un trasporto migliore, i diritti dei nuovi americani, la riforma di un sistema di governo che sia adatto a una grande città, la protezione dei deboli e la continuazione della battaglia per una piena eguaglianza di tutti i cittadini.

Noi newyorkesi abbiamo una scelta di fronte. Vi chiedo aiuto per costruire una New York nella quale tutti possiamo crescere insieme.

(1) “A Tale of Two Cities” è un romanzo storico di Charles Dickens che si svolge nel XVIII secolo; rappresenta con tinte fortissime la disuguaglianza esemplare tra le condizioni di vita del proletariato francese e quelle dell’aristocrazia negli anni precedenti la rivoluzione. Scegliere di citare Dickens non è neutrale né casuale; riferirsi a  quest’opera è quasi un manifesto politico. [Torna su]

(2) A New York vivono: 389000 milionari (seconda città dopo Tokyo); 2929 multimilionari (quarta posizione, dopo Londra, Tokyo e Singapore); e 70 miliardari, la massima concentrazione al mondo di super-ricchi (Fonte: http://www.theguardian.com/news/datablog/2013/may/08/cities-top-millionaires-billionaires). [Torna su]

(3) Illuminante il documento “The Middle Class Squeeze” del Febbraio 2013, pubblicato dal New York City Council, dal quale abbiamo tratto i grafici che illustrano l’articolo. Ma anche l’articolo di Sam Roberts sul New York Times (Poverty Rate Is Up in New York City, and Income Gap Is Wide, Census Data Show).
[Torna su]

(4) Bill De Blasio è stato “public advocate” di New York: un incarico esecutivo che dipende dal sindaco il cui ufficio costituisce un collegamento diretto tra i cittadini e il governo della città.[Torna su]
(5)Unscrupulous Landlords” è la definizione scelta da De Blasio: il richiamo al possesso della terra, a New York, non deve far pensare al latifondo, ma al valore inusitato del singolo metro quadrato di superficie edificabile o edificata (vedi nota 8).[Torna su]

Grafico che confronta il costo delle case nelle principali città degli USA

Grafico che confronta il costo delle case nelle principali città degli USA

(6) Sul ruolo e sul comportamento della polizia di New York è aperto il dibattito, da molti anni: c’è addirittura una pagina di Wikipedia dedicata all’argomento: “NYC Police Department Corruption and misconduct” . [Torna su]
(7) New York non è fatta soltanto di grattacieli e Wall Street: i cinque distretti che la compongono sono Bronx, Queens, Manhattan, Staten Island e Brooklyn.[Torna su]
(8) Il costo della vita a New York è molto più alto rispetto a tutti gli Stati Uniti: l’affitto di un appartamento costa il triplo della media nazionale; le case costano, al mq, nove volte di più; ma lo stipendio medio è superiore di solo il 25% rispetto a quanto si guadagna altrove.[Torna su]

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