Quelli che manipolano la democrazia

Scandaloso e illegale“. Così ora il presidente di Google Eric Schmidt definisce lo spionaggio della Nsa, condanna l’intrusione dei servizi segreti nei server della sua società. Ma Schmidt ha la coscienza a posto? La domanda è più che opportuna. E non solo perché Google (come gli altri giganti Hi Tech) ha collaborato al programma Enzdi controllo\spionaggio Prism. Ma perché c’è un tema più di fondo con cui occorre fare i conti. Le multinazionali del Web hanno adottato sistemi di monitoraggio dei comportamenti dei navigatori, di gestione dei loro dati personali, che sono l’altra faccia della medaglia del problema privacy. Vale la pena rileggere con attenzione cosa scrive in proposito lo scrittore e intellettuale tedesco Hans Magnus Enzesberger in un articolo pubblicato oggi su Repubblica

Nessuno dei motori di ricerca è indipendente e neutrale. Gli aggiornamenti sono regolarmente manipolati, i consigli strumentali e finalizzati agli acquisti. Per gestire miliardi di clienti serve la raccolta e l’elaborazione dei loro dati personali. A tal fine esistono oggi metodi matematici di gran lunga superiori a quelli utilizzati a suo tempo dai tecnici delle polizie segrete. La pubblicità è dunque entrata in una nuova dimensione politica. I gruppi americani che dominano Internet sono alleati allo “Stato occulto”; i loro rapporti coi servizi segreti si fondano su interessi comuni molto concreti: come l’intelligence, anche i gruppi industriali hanno bisogno di tutte le informazioni disponibili per esercitare il proprio controllo sulla popolazione

Enzesberger (http://www.treccani.it/enciclopedia/hans-magnus-enzensberger/) denuncia poi come in Europa il mondo politico sia stato totalmente incapace di affrontare questo problema, abbia fatto finta di nulla. Così, paradossalmente, l’opposizione allo “Stato occulto” è venuta da personaggi come Manning e Snowden che negli Usa si sono ribellati agli abusi cui assistevano. Siamo arrivati a un punto tale che è difficile capire chi stia effettivamente ai comandi del sistema di sorveglianza, i servizi segreti o i loro complici, i gruppi industriali di Internet. Le conseguenze per la democrazia sono pesantissime anche perché c’è pure un terzo incomodo che a noi Hans_Magnus_Enzensbergeritaliani dovrebbe inquietare parecchio

Questo partenariato costituisce un universo politico parallelo in cui la democrazia non gioca più alcun ruolo. In quest’alleanza c’è poi una terza componente: la criminalità organizzata. Anche qui non è facile capire con chi si ha a che fare. Certo, ogni “utilizzatore” sa benissimo che le organizzazioni del crimine internazionale sono sempre in azione sulla rete per impossessarsi di dati, disseminare spam, virus e cavalli di Troia, mettere a segno operazioni di fishing, traffico d’armi o riciclaggio di denaro sporco, approfittando di ogni occasione per attingere ai guadagni resi possibili dal flusso dei dati. Ma i confini tra attività civili e militari, tra spionaggio e cellule terroristiche sono indistinti, dato che tutti usano gli stessi metodi e reclutano i loro informatici, criptografi e hacker nel medesimo vivaio di talenti.

Enzesberger dietro vicende come quella di Snowden vede pure la possibilità che si aprano smagliature nella rete dei controlli, con forme di “resistenza civile destinate a riservare ai servizi segreti qualche spiacevole sorpresa” http://daily.wired.it/news/internet/2013/11/04/manifesto-snowden-95673.html . Ma il punto politico è un altro. E’ quello della democrazia, letteralmente “divorata” da queste intrusioni https://scenarinews.wordpress.com/2013/11/04/ perche-non-e-ancora-scoppiata-la-rivoluzione/ , dal potere convergente di marketing pubblicitario, controllo della comunicazione, dominio delle corporation, dilagare delle tecniche di spionaggio adottate dai servizi. Purtroppo in Italia di queste cose si parla pochissimo, si alzano le spalle, si reagisce con una strizzata d’occhio. Da noi si dibatte dell’amichetta di Dudù o di altre sciocchezze, ci si diverte per le risse nei talk show. E invece è da questi temi che si deve ripartire, dai conflitti di interessi di vecchia e nuova generazione. Che democrazia può essere quella dove comandano solo organismi che tutto sono tranne che democratici?

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