Bulimia da controllo NSA

Sono le domande che ci siamo posti un po’ tutti in questi mesi. Le fa Viviana Mazza del Corriere a Bruce Schneier, uno che di privacy e Rete ne capisce sul serio, un crittografo di prima grandezza http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Schneier . Perché l’Nsa raccoglie tanti dati? Perché volevano avere “legalmente le informazioni” da Google e altri, se poi si infiltravano nei loro server? Schneier risponde che la logica della Nsa è di tipo quantitativo, si servono di più fonti all’interno della stessa compagnia per una sorta di verifica incrociata. E’ una specie di pulsione bulimica. Ma con tutti questi dati ottengono realmente risultati utili nella lotta al terrorismo? La risposta è netta: no, è un sistema inefficace , c’è “troppa informazione, troppo rumore di fondo”. Si sono insomma impadroniti della Rete facendo un mare di danni senza alcun costrutto se non rimarcare il loro potere assoluto quanto inutile. Le ultime due domande sono dirette. Cosa può fare un cittadino normale per proteggersi? “Assolutamente niente” risponde Schneier, bisogna affidarsi ai provider, alle compagnie telefoniche ( e ci vuole coraggio a fidarsene). La seconda questione è se per gli esperti l’ampiezza e il dettaglio del programma di sorveglianza Usa sono stati una sorpresa. Ecco cosa dice Schneier

«Certamente se, diciamo sei mesi fa, lei avesse posto questa domanda a chiunque di noi, le avremmo risposto che Internet è sotto sorveglianza. In un certo senso, non è affatto una sorpresa, ma allo stesso tempo l’ampiezza e il livello di dettaglio di questo monitoraggio è comunque stato sorprendente anche per noi». 

Sono parole da incorniciare. In Italia siamo invasi dai cinici che dicono “si sapeva già tutto, non c’è niente di nuovo”. Da noi non c’è mai niente di nuovo, qualsiasi porcheria viene inquadrata nel “così fan tutti”. Altrove persino gli esperti più esperti ammettono che è ancora possibile meravigliarsi. Una lezione.

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